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IL CONSIGLIO DIRETTIVO DI LEGA PRO

legapro-quadroE’ stato un Consiglio Direttivo allargato quello che si è tenuto nella sede della Lega Pro a Firenze.

Oltre ai vertici della Lega ed ai consiglieri, sono stati invitati altri 6 Presidenti di club. E’ una novità introdotta, affinché tutte le società possano avere una conoscenza diretta dell'organo di governo della Lega Pro.

Tra i temi presi in esame nel Direttivo, c’è stata anche la definizione degli introiti derivanti dai diritti Tv per le stagioni 2013-2014 e 2014-2015 dell’ex Decreto Melandri.

Ampio spazio è stato riservato anche al punto sull’integrazione del Codice Etico con norme contro il fenomeno del razzismo, che riguardano, in particolare, l’inserimento dei principi di responsabilità sociale e dei canoni di condotta in materia di razzismo e violazione dei principi di uguaglianza.

E sempre su questa tematica, su cui la Lega del Presidente Macalli lavora da tempo con la collaborazione dei suoi club, domani a Roma, alla Scuola di Polizia, si riunisce il Comitato Etico della Lega Pro, presieduto da Andrea Manzella.
Il vicepresidente della Lega Pro, Archimede Pitrolo, ha illustrato il regolamento dei giovani e i criteri di valutazione per la distribuzione delle somme per i settori giovanili, che dovranno considerare anche le strutture e la logistica, l’organico tecnico e la struttura medico-sanitaria, il numero di squadre, i risultati agonistici e i comportamenti disciplinari ed etici.

E’ stato affrontato anche l’argomento del piano industriale dei club.

“Il Piano industriale è l'architrave della riforma dei campionati- ha dichiarato Francesco Ghirelli, Direttore generale della Lega Pro. La riforma non e' solo riduzione del numero dei club, ma è nuove regole e cultura d'impresa. C'e' bisogno di un progetto che sostenga il processo di trasformazione.  Da dove nasce la riforma? Dall'aver anticipato la crisi mondiale, dalla riflessione sulla crisi della Lega Pro di questi anni”.
“ C'era bisogno di innovare – ha aggiunto Ghirelli – e di cambiare. Dove e' il cuore del piano industriale? Si può rispondere in modo netto: FARE SISTEMA (questa e' la vera forza insita nei 69 club). Avrà un arco temporale di almeno tre anni, l'obiettivo sarà ridurre/tagliare i costi e realizzare progetti per assicurare le risorse economiche necessarie”.

Firenze, 25 Febbraio 2013

 

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